Dall’argilla e dalla maestria degli artigiani nasce il cotto dell’Impruneta

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La lavorazione dell’argilla ha una storia molto antica in Italia, le prime tracce nell’area del Chianti, risalgono addirittura all’XI secolo per la presenza di produttori di tegole nel territorio di Impruneta.

Impruneta, comune di 14 mila abitanti in provincia di Firenze, deve molto alla terracotta perché ha caratterizzato non solo l’economia, ma anche la vita sociale della comunità e la nascita di una cultura e un sapere da trasmettere e valorizzare.

Il segreto di questa fortuna risiede nelle particolarità fisiche e chimiche della terra che si trova ad Impruneta, chiamterracotta-impruneta (2)ata galestro che la distinguono da tutti gli altri tipi di terra presenti in Italia.

Nel 1419 Filippo Brunelleschi scelse, proprio, la terracotta dell’Impruneta per costruire la cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, l’architetto, molto esigente, pretese che gli artigiani di Impruneta gli fornissero dei mattoni perfetti!

Questo materiale offre, allo stesso tempo, caratteristiche di solidità e leggerezza, non viene utilizzato esclusivamente per la produzione di tegole e mattoni destinati all’edilizia, ma dalla maestria degli artigiani imprunetini nascono vere e proprie opere d’arte, statue, vasi, orci e oggetti di arredamento per gli interni e i giardini.

La produzione artigianale della terracotta resta basata su metodi di lavoro manuali: con il minimo ausilio di mezzi meccanici, sempre rudimentali, l’artigiano della terracotta di Impruneta ha conservato le antiche tecniche di lavorazione, tanti giorni di lavoro per realizzare l’oggetto, lasciarlo essiccare, cuocerlo in due fasi per un totale di circa 36 ore, due giorni a riposo e tanta creatività!

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Foto di giagir

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