Immobili rurali, pronta legge per recuperare quelli abbandonati

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La commissione Ambiente del Consiglio Regionale della Toscana licenzia a maggioranza il testo sul patrimonio edilizio degradato. Tra i capisaldi: impulso alla rigenerazione e contrasto al consumo di suolo.

Recuperare gli immobili abbandonati in territorio rurale così da incentivare la rigenerazione e contrastare il consumo di suolo. Questo uno dei principali obiettivi della proposta di legge licenziata dalla commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Stefano Baccelli (Pd).

Le nuove disposizioni che modificano la legge toscana sul Governo del territorio (65/2014), contribuiscono alla valorizzazione del territorio rurale attraverso il “recupero delle residenze rurali abbandonate, caratterizzate da condizioni di degrado”.

Il testo definisce lo stato di abbandono e le condizioni di degrado degli edifici escludendo, tra l’altro, quelli ai quali sia stata rilasciata la sanatoria edilizia straordinaria o siano state applicate sanzioni pecuniarie. Sono inoltre esclusi gli edifici posti in aree “caratterizzate dalla più elevata classe di pericolosità geomorfologica ed idraulica”. Tra gli interventi ammessi, anche una “graduale possibilità” di aumento volumetrico per l’efficientamento energetico e di sicurezza sismica.

“La legge favorirà il recupero dei tanti casolari abbandonati presenti nelle nostre campagne grazie a due strumenti: l’abbattimento sino al 50 per cento degli oneri di urbanizzazione per le ristrutturazioni e la possibilità di limitati aumenti volumetrici  a fronte di interventi di adeguamento energetico ed antisismico” ha detto il presidente. “Sarà inoltre fondamentale la redazione da parte dei comuni del censimento dei casolari abbandonati su tutto il territorio toscano, cosi da poter capire gli effetti concreti di questa nuova disposizione e nel caso prevedere correttivi”. (f.cio)