Artigianato toscano, nel 2016 niente ripresa

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Il secondo Rapporto economico sul settore artigiano, promosso dall’Ente Bilaterale dell’Artigianato Toscano (EBRET) e presentato a Firenze dal presidente Ciro Recce e dai ricercatori dell’Osservatorio Imprese Artigiane, conferma le persistenti difficoltà del comparto artigiano della nostra regione.

 

Continua a calare il numero delle imprese: nell’ultimo anno (dal I semestre 2015 al I semestre 2016) in Toscana si sono perse 1.399 aziende artigiane (-1,3%), dopo che già nel triennio 2013/2015 la riduzione era stata del 2,8%.

Il calo avviene in tutte le province. A soffrire, in mancanza di una programmazione nazionale sul rilancio del settore, è l’intero artigianato italiano, che nei due anni tra il I semestre 2014 ed il I semestre 2016 ha visto sparire quasi 41.000 imprese (di cui 2.590 toscane).

Il tutto in controtendenza rispetto agli altri comparti per i quali nello stesso periodo si è registrato un incremento del tessuto produttivo generale, anche se molto contenuto, a livello sia nazionale (+0,3%) che regionale (+0,2%).

Sul piano del mercato del lavoro, i dati dell’intera economia toscana parlano di un tasso di disoccupazione in calo (dal 10,1% del 2013 al 9,2% del 2015%) mentre l’occupazione cresce di un punto percentuale nel I semestre 2016 ed il tasso di attività passa dal 71,5% del 2015 al 72,6% del I semestre 2016. Restano critici i dati sull’occupazione giovanile, ferma al 19,2% (dato 2015).

Quanto al “chi è” del lavoratore artigiano toscano nel 2016, i circa 80mila dipendenti aderenti all’EBRET (è escluso il settore dell’edilizia) sono per il 56,8% uomini e per il 43,2% donne. Il 73,9% sono operai, il 13,6% impiegati, il 10,3% apprendisti.

La gran parte hanno contratti a tempo indeterminato (91,8%, di cui il 66,5% full time ed il 25,3% part time). Tra i settori, prevalgono la metalmeccanica (37,6% delle imprese, 36,3% degli addetti), i servizi (17,2% delle imprese, 10,7% degli addetti) e il tessile abbigliamento calzature (15,1% delle imprese, 22,5% degli addetti).

L’analisi del mercato creditizio conferma il calo dei finanziamenti di credito al settore artigiano. Quelli a medio e lungo termine sono diminuiti nell’ultimo anno (dati III trimestre 2016/2015) dello 0,3% in Toscana (-1,8% nel 2015) e dell’1,2% su base nazionale.

In calo anche i prestiti concessi al settore artigiano, soprattutto per le imprese più grandi (-13,4%), mentre le sofferenze tendono a ridursi tranne che per le imprese artigiane di medie dimensioni per le quali l’incremento è del 3,4%.

Le province più penalizzate su prestiti e sofferenze sono Firenze, Massa Carrara, Pistoia e Siena. Anche i dati di Artigiancassa su finanziamenti, garanzie e fondi rotativi confermano un quadro regionale di forte criticità nel rapporto banca/impresa artigiana.

Lindagine congiunturale condotta su un campione di 505 aziende con 3.600 addetti fa emergere un comparto focalizzato soprattutto sul mercato locale-regionale (59,7%) con aspettative di stabilità del fatturato per il 48% degli intervistati e di incremento del 3,4% dei lavoratori dipendenti.

Quanto all’EBRET, gli iscritti sono saliti a circa 18mila aziende e 80mila lavoratori. Nel periodo 2011/2016 le erogazioni EBRET hanno sfiorato i 3milioni 200mila euro. L’EBRET interviene in caso di mancanza di lavoro e per innovazione aziendale, ripristino ciclo produttivo, astensione per maternità, testi scolastici.